Adolescenza

LA PRIMA VISITA GINECOLOGICA  Il ginecologo segue la donna dall’adolescenza fino alla terza età, ed è molto importante sceglierlo bene. Questo è ancor più vero per le ragazze di oggi, alla prese con una vita intima decisamente più precoce che in passato: nel ginecologo dovrebbero quindi trovare non solo un medico, ma anche un consigliere e un amico, che le sappia informare con chiarezza sull’importanza di una contraccezione sicura, della prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e, più in generale, di stili di vita sani ed equilibrati. Come scegliere il medico? Se si desidera fare un semplice controllo periodico, il consiglio di un’amica soddisfatta del proprio ginecologo, uomo o donna che sia, è di solito più sufficiente. Se invece si hanno problemi specifici, è bene cercare lo specialista più competente sull’argomento. A quale età è bene iniziare a fare la visita ginecologica? E’ bene iniziare quando si desidera avere il primo rapporto, per programmare in modo intelligente la contraccezione. Se però si hanno già 24-25 anni, e non si sono ancora avute esperienze sessuali, è saggio iniziare a fare controlli regolari. La periodicità deve essere annuale con pap test, a meno che non vi siano problemi particolari che richiedano monitoraggi più frequenti. Come si svolge la visita? La valutazione medica inizia con una storia clinica accurata. Il ginecologo è di fatto l’internista della donna e per questo motivo deve innanzitutto concentrarsi sull’anamnesi (dal greco “anámnesis”: ricordo, memoria). Si tratta, in sostanza, di raccogliere ogni possibile informazione relativa alla storia medica della ragazza, a livello familiare e personale.   Che cosa viene chiesto, di preciso? L’anamnesi familiare riguarda le malattie più importanti comparse nella famiglia di origine, ed è seguita dall’anamnesi patologica personale, remota e recente. Quella remota concerne le malattie di cui la ragazza ha sofferto in passato, le cure che sono state effettuate e il loro esito. Quella recente, invece, riguarda i disturbi per i quali la ragazza va eventualmente in consultazione. Bisogna dettagliare i sintomi, quando si sono manifestati, i fattori che li peggiorano o li alleviano, gli esami fatti con altri specialisti e l’esito di eventuali terapie già tentate. L’anamnesi fisiologica, infine, registra l’età della prima mestruazione (menarca); le caratteristiche del flusso (ritmo, quantità, durata); la presenza di dismenorrea o di sindrome premestruale; la data dell’ultima mestruazione; il contraccettivo utilizzato; gli stili di vita (fumo, assunzione di alcol o droghe, sport praticati, qualità del sonno e dell’appetito). E dopo l’anamnesi? Si passa alla visita ginecologica vera e propria. Se la ragazza è ancora vergine, il medico esamina i genitali esterni (verificando se siano infiammati, arrossati, distrofici, con condilomi o altre lesioni), verifica le condizioni dei muscoli perivaginali. Un’ecografia trans-addominale, infine, consente di valutare lo stato di salute degli organi interni, in particolare utero e ovaie, e la presenza di cisti ovariche o, raramente, fibromi. E se invece la ragazza ha già avuto rapporti? In questo caso, il medico esamina anche il collo dell’utero , l’utero e le ovaie e con lo speculum, effettua il pap-test . Durante la visita e l’ecografia trasvaginale,  il medico spieghera’ con parole semplici quello che fa, e per quale motivo: questo la tranquillizzera’ e la  coinvolgerà attivamente nell’esame, rendendola consapevole dell’importanza di controlli medici regolari e di uno stile di vita ispirato alla prevenzione. Come si conclude la visita? Se ci sono problemi e la diagnosi può già essere formulata, il medico propone la terapia, spiegandone con chiarezza le motivazioni e le modalità di assunzione. Se invece la ragazza è sana, ma ha bisogno di consigli in tema di contraccezione e prevenzione, le illustra le modalità anticoncezionali più indicate per la sua età e come difendersi dalle malattie sessualmente trasmesse. LA SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) ha una forte componente genetica, per l’alterazione di circa 20 geni. Il nome della patologia deriva dall’aspetto ecografico e istologico delle ovaie, che presentano molti follicoli in maturazione (“policistiche”).Le conseguenze della sindrome includono: difficoltà di ovulazione, da cui dipendono i cicli irregolari; eccesso di ormoni maschili prodotti dalle ovaie mal funzionanti (“iperandrogenismo”), che causano a propria volta acne, irsutismo e alopecia androgenetica; insulino-resistenza che, oltre a provocare difficoltà ovulatorie e lo stesso eccesso di androgeni, aumenta di quattro volte il rischio di diabete, e ancor più di obesità.I più efficaci sistemi per ridurre la PCOS includono: l’attività fisica aerobica quotidiana, perché riduce l’insulino-resistenza e i problemi correlati; un’alimentazione curata, con minima introduzione di zuccheri, grassi saturi, e cibi spazzatura (junk food) ad alto indice calorico e poveri di fibre e nutrienti di qualità; l’integrazione con mio-inositolo, o spesso l’utilizzo di una pillola estro progestinica per riequilibrare le alterazioni ormonali. CONTRACCEZIONE  Che tipo di contraccezione si può proporre a una ragazza che sta bene e non accusa sintomi particolari? Innanzitutto va chiarito che lo stato di salute va accertato sulla base di una visita accurata. Poi occorre ricordare che la soluzione non va mai imposta, ma discussa e concordata con la giovane: solo una scelta condivisa garantisce infatti la massima aderenza alla prescrizione del contraccettivo. «Scegliere insieme» deve quindi essere la parola d’ordine del ginecologo attento alle esigenze e alle aspettative delle sue pazienti.Fondamentale accertare nella scelta preliminare della via di somministrazione contraccettiva (pillola, cerotto transdermico, anello vaginale, IUD, impianto sottocutaneo), gli stili di vita, la famigliarita’ per alcune patologie e l’esecuzione di un adeguato screening della coagulazione, attraverso esami del sangue.Importante spiegare ad una giovane responsabile sul fronte contraccettivo che sia anche più ferma nel chiedere al partner di usare sempre il profilattico, per evitare le malattie sessualmente trasmesse (MSD). ALTERAZIONI DEL CICLO  Quali sono le migliori alternative contraccettive quando una giovane lamenta disturbi mestruali? La questione può emergere da un’anamnesi personale ben condotta, ed è di grande rilevanza clinica: sia perché i cicli abbondanti possono avere conseguenze serie per la salute, sia perché le risposte farmacologiche esistono e sono efficaci, al punto che si parla, in questi casi, di terapia contraccettiva. In altre parole, una visita attenta può portare a una soluzione contraccettiva non solo sicura, ma anche ottimale per la salute e

La Gravidanza

LA GRAVIDANZA Quando una donna e il suo partner sognano a lungo un figlio, e infine il concepimento avviene, gli eventi si susseguono rapidamente: ritardo mestruale, test di gravidanza positivo, visita ginecologica per iniziare al meglio il meraviglioso cammino dell’attesa. Ed è proprio nei primissimi mesi della gestazione che è opportuno eseguire alcuni specifici esami per verificare la salute della mamma e del feto. DA DOVE INIZIO? Dopo un test di gravidanza positivo è importante programmare la prima visita ostetrica con controllo del battito fetale tra sei e otto settimane dall’ultima mestruazione. In questa sede, oltre a verificare l’evoluzione positiva della gravidanza iniziale,faremo una chiacchierata ed una programmazione dei controlli che si eseguiranno nei mesi successivi.Ad esempio come ulteriori approfondimenti ecografici permettano, nelle settimane successive, di ottenere importanti informazioni indirette sullo stato di salute del piccolo e sul rischio di malformazioni e patologie cromosomiche;in che cosa consiste la ricerca del DNA fetale nel sangue della madre, quali esami del passato ha sostituito, e quali dati fornisce.I motivi per cui questo specifico esame è particolarmente consigliato se la donna ha già 35-40 anni, o più e come l’accertamento di anomalie cromosomiche ponga la coppia di fronte a scelte impegnative, che vanno prese con la massima serieta’ , ma anche preparate da un adeguato counseling clinico.Il percorso dei mesi successivi dipendera’ da due fattori fondamentali: il sostegno competente della ginecologa, e una personale assunzione di responsabilità, da parte dei futuri genitori, verso la propria salute e la salute del bimbo che verrà. INFORMAZIONI IN PILLOLE ACIDO FOLICO L’acido folico dovrebbe essere assunto da tutte le donne in età fertile che non escludano in modo attivo una gravidanza o che la stiano cercando.Un polivitaminico, con contenuti in linea con le ultime raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è prezioso nei primi tre mesi prima di un concepimento attivamente cercato, per ottimizzare i livelli di sali minerali e vitamine essenziali per il miglior sviluppo dell’embrione e del feto. TEST DI GRAVIDANZA I test di gravidanza che si acquistano in farmacia sono affidabili? Qual è il loro principio di funzionamento? Che cosa bisogna fare se l’esito è dubbio? I prodotti attualmente in commercio sono tendenzialmente molto sicuri, perché misurano la presenza di una proteina, la gonadotropina corionica (beta-HCG, da HumanChorionic Gonadotropin), che è specifica ed esclusiva dello stato di gravidanza. La loro affidabilità, tuttavia, dipende anche dalla regolarità del ciclo ovulatorio della donna, e quindi dal momento in cui il test viene effettuato. Se il ciclo è regolare, la fecondazione avviene intorno al 14° giorno; dopo una settimana circa inizia l’annidamento in utero dell’uovo fecondato, evento che fa partire la produzione della beta-HCG. Il test, quindi, può essere utilizzato sin dal primo giorno di ritardo della mestruazione, ossia a 7 giorni circa dall’annidamento e a 14 dal presunto concepimento. In quel momento, la sua affidabilità è del 90 per cento. Questo valore sale al 97 per cento una settimana dopo la mancata mestruazione: se infatti il ciclo è irregolare, l’ovulazione può tardare anche di 6-7 giorni, spostando in avanti il processo di annidamento e la conseguente produzione della gonadotropina. Una gravidanza di questo tipo sfugge al test effettuato il primo giorno di ritardo, ma viene ben individuata una settimana dopo, e ciò spiega perché l’affidabilità del test cresce nel tempo.La beta-HCG SI nel sangue, dove può essere rilevata anche a dosi bassissime, e nelle urine. Proprio la presenza nelle urine ha consentito di realizzare i test che oggi si effettuano in casa;– come si svolge il test sulle urine;– che cosa fare se l’esito è dubbio e il ritardo mestruale si protrae: è bene parlarne con il medico curante o il ginecologo. La soluzione consigliata, in questi casi, è di ripetere il test attraverso un prelievo del sangue. Questo tipo di dosaggio, detto “plasmatico”, è infatti molto più affidabile perché in grado di rilevare dosi anche infinitesime di gonadotropina.

VULVODINIA E SESSUOLOGIA

Una delle funzioni dell’apparato ginecologico è quella della sessualità, che molto spesso è trascurata e poco considerata anche dai ginecologi. Ci sono studi che evidenziano come sia difficile per le donne parlare delle problematiche sessuali con il proprio medico, forse anche per pudore, ma che spesso, nonostante sia un ginecologo,  non tocca questo argomento limitandosi alla pura valutazione clinica. Per questo motivo, perché ho capito quanto questa mancanza fosse limitante ed ingiustificata,  ho deciso di allargare la mia formazione frequentando il corso di Sessuologia di AISPA (Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata, diretta dal Professor Roberto Bernorio). Questo percorso mi ha aperto un modo diverso di vedere le donne e di essere partecipe alle loro problematiche legate alla sessualità seguendole in un percorso di cura a 360° gradi. Problemi di calo del desiderio sessuale, anorgasmia, dolore sessuale, sono i più frequenti disturbi, riportati dalle pazienti e non possono trovare una soluzione in una singola visita medica ma devono essere inquadrati in un percorso di cura specifico, nel quale spesso mi faccio affiancare dalle mie collaboratrici ostetriche, che con la loro professionalità,, sono un preziosissimo ausilio per le donne, che si sentono cosi’ accolte, comprese e curate a 360 gradi, da professioniste adeguatamente formate oper risolvere le loro problematiche. Una particolare attenzione voglio porre rispetto ad una grave patologia vulvovaginale, che affligge in media il 15% delle donne in eta’ giovanile, ma che è purtroppo ancora oggi totalmente misconosciuta dalla maggior parte dei ginecologi , la VULVODINIA: Con le mie collaboratrici abbiamo definito un programma terapeutico efficace , comprensivo di terapia medica e manuale che ci permette di gestire con successo e soddisfazione da parte della paziente,  la quasi totalita’ dei casi diagnosticati.

La menopausa

LA PERIMENOPAUSA E LA MENOPAUSA Quando una donna si avvicina alla menopausa, ha esigenze di salute differenti da quelle della menopausa vera e propria, che si considera conclamata dopo 1 annodall’ultima mestruazione. La fase precedente è caratterizzata da forti squilibri ormonali e da saltuarie ovulazioni, il che rende necessario adottare una terapia di stabilizzazione abbinata a una contraccezione sicura.Questo avviene perché nella perimenopausa, a fronte di cicli irregolari, si può avere una produzione di estradiolo non controbilanciata da un adeguato apporto di progesterone;per questo motivo questo si possono determinare mestruazioni estremamente abbondanti e numerosi altri sintomi a carico dell’intestino e dell’umore.I benefici del progesterone naturale (o dei progestinici, suoi equivalenti sintetici) nel ridurre i flussi e nel restituire alla donna un senso generale di maggior benessere sono indubitabili.Questa cura va assunta per 14 giorni al mese, preferibilmente di sera oppure, in alternativa, la donna puo’ assumere una pillola contraccettiva a base di ‘estrogeni naturali’ che, oltre a mettere a riposo l’ovaio e ad eliminare i sintomi premenopausali, protegge dalle gravidanze indesiderate. NON AVER PAURA DEGLI ESTROGENI e della TOS. Gli estrogeni sono ormoni fondamentali per la salute della donna. Ma quanti tipi ne esistono? E quali funzioni hanno? Si tratta in realtà di una famiglia di quattro “fratelli”: estradiolo, estrone, estriolo, estetrolo. Conoscerli e distinguerli consente di ragionare correttamente sulla terapia ormonale sostitutiva per la menopausa (TOS), senza inutili allarmismi. Ma anche di capire meglio le diverse fasi della vita della donna.Ad esempio è fondamentale sapere da che cosa è prodotto l’estradiolo, e come cambiano i suoi livelli dalla pubertà alla menopausa;cosa sia il picco di estradiolo che, in particolare, si registra durante la gravidanza;oppure come l’estrone, prodotto soprattutto dal tessuto adiposo della donna sovrappeso, favorisca la proliferazione cellulare nella mammella e nell’endometrio, aumentando il rischio di tumori;ed infine conoscere  le caratteristiche dell’estriolo, ormone leggero e gentile e quelle dell’estetrolo, scoperto negli anni Cinquanta del secolo scorso e quasi dimenticato per molti decenni, è oggi studiato con grande interesse sia per la contraccezione che per la TOS.Quindi è chiara l’importanza di utilizzare gli ormoni a dosi appropriate per l’età, in modo da garantire alla donna in menopausa una vita lunga e serena. Conoscere il modo in cui gli estrogeni interagiscono con il corpo femminile aiuta a capire meglio i fattori che influenzano la salute e le terapie che vengono proposte in menopausa. L’interazione fra estrogeni e organismo è mediata dai recettori ormonali presenti sulla membrana e nel nucleo delle cellule: a seconda del recettore attivato, gli effetti sono molto diversi. La modalità di assunzione della terapia ormonale sostitutiva è un elemento fondamentale della personalizzazione delle cure per la donna in menopausa. Le soluzioni sono principalmente due: orale e transdermica. Quest’ultima garantisce un costante livello di ormoni nel sangue, con un effetto antinfiammatorio e riparativo decisivo per il benessere della paziente.Questo benessere deve manifestarsi su tutto l’ampio ventaglio di sintomi della menopausa: neurovegetativi, affettivi, cognitivi, osteo-articolari, muscolari, gastrointestinali, urinari, sessuali, dermatologici.Importante è comprendere anche in che modo la caduta dei livelli ormonali influisce sulla salute cardiovascolare e neurologica.Gli ormoni sono normalmente somministrati per via orale; invece la via transdermica è decisamente preferibile a quella per boccaQuesta modalità di assunzione infatti riduce l’impatto metabolico sul fegato e consente di utilizzare, a parità di condizioni, una minore quantità di principio attivo. La terapia ormonale sostitutiva (TOS) per la donna in menopausa va personalizzata : a questo scopo, la scelta del progestinico, o del progesterone naturale, ha un’importanza fondamentale, perché è anche da questa componente che dipende la risposta della terapia alle specifiche esigenze di salute della paziente.E’ quindi evidente che la terapia ormonale sostitutiva richieda scelte ponderate, e un’approfondita conoscenza dei principi attivi contenuti nei prodotti oggi disponibili. La terapia ormonale sostitutiva per la menopausa è come un vestito su misura, e va confezionata da un ginecologo attento ed esperto. La donna, però, non può demandare il proprio benessere esclusivamente ai farmaci: deve anche adottare stili di vita sani. Solo così può nascere, dalla collaborazione fra medico e paziente, un vero progetto di longevità in salute.La terapia ormonale sostitutiva (TOS) va prescritta solo dopo un’anamnesi e un esame obiettivo accurati, una valutazione puntuale degli esami strumentali e di laboratorio, e un’attenta valutazione dell’età e dei sintomi della paziente. COSA SONO LE VAMPATE Perché, quando una donna si avvicina alla menopausa, compaiono le vampate? Che cosa accade nel suo cervello? Per capirlo dobbiamo affrontare un breve ma approfondito viaggio all’interno del dipartimento neurovegetativo che, coordina tutte le funzioni essenziali per la vita, fra cui proprio la temperatura corporea. E’ importante rendersi conto che la vampata è il segnale che il cervello sta soffrendo, prima per le fluttuazioni degli ormoni sessuali e poi per la loro definitiva scomparsa: curarle con attenzione e rispetto non significa solo togliere alla donna un po’ di caldo, ma andare al cuore del problema “menopausa” e delle conseguenze molto impegnative che, in assenza di terapie mirate e personalizzate, esso può provocare nel medio e lungo termine.Il centro termoregolatore che si trova nell’ipotalamo è composto di sensori finissimi che rispondono anche alle variazioni dei livelli di estrogeni e progesterone nel corso del ciclo.Con l’avvicinarsi della menopausa la produzione ovarica di estrogeni e progesterone inizia a diventare meno regolare, alterando progressivamente anche le risposte del centro termoregolatore.Le donne più attente ai sintomi del proprio corpo notano che le primissime vampate si manifestano a volte diversi anni prima della menopausa vera e propria oppure si manifestano durante la fase mestruale.I picchi di temperatura, soprattutto quando si ripetono molte volte nell’arco della giornata e soprattutto della notte, provocano anche un forte e duraturo senso di stress, riducono la qualità del sonno e divorano l’energia vitale;un fenomeno di questo tipo, se non affrontato con le giuste terapie, determinadanni cumulativi non solo nel dipartimento neurovegetativo del cervello, ma anche a livello emotivo-affettivo, cognitivo e motorio, con conseguenze pesanti per la salute complessiva della donna. Ogni donna è certa che se gli uomini avessero le vampate, le terapie ormonali sostitutive (TOS) sarebbero in commercio al supermercato!!!

ORMONI BIOIDENTICI

Sono sostanze che presentano esattamente la stessa struttura chimica e molecolare degli ormoni prodotti dal corpo umano. Sono ottenuti mediante estrazione da fonti vegetali e successiva semisintesi. La saponina disogenina viene ottenuta da specie botaniche di dioscorea e successivamente si ottengono per semisintesi i diversi ormoni steroidei. I principali sono: Deidroepiandrosterone  DEAH-s Estradiolo Estriolo Estrone Idrocor tisone Pregnenolone Progesterone Testosterone La terapia ormonale sostitutiva con ORMONI BIOIDENTICI (BHRT.Bioidentical HormoneReplacement Therapy) sostituisce gli ormoni che il corpo di una donna non produce piu’ durante la menopausa. Queste formulazioni ormonali non sono in commercio in prodotti pre-definiti, ma devono essere preparati dal farmacista in un laboratorio GALENICO in base alla combinazione di ormoni, al dosaggio , alla via di somministrazione , che il ginecologo ritiene piu’ adeguato per le esigenze della singola paziente. La terapia viene quindi costruita ‘sartorialmente’, adattata come un perfetto vestito, sulle caratteristiche , i sintomi e le esigenze della singola donna che la assumera’. Le formulazioni piu’ utilizzate sono quelle in crema ( Dosaggio personalizzato con contenitore TOPICLICK) a matrice liposomiale( PENTRAVAN, VERSATILE RICH, FITALITE) , che permettono un perfetto assorbimento attraverso la pelle e le mucose, evitando anche tanti effetti collaterali e quelle in LOSANGHE sub –linguali Gellyloze, da far lentamente sciogliere sotto la lingua (Dosaggio personalizzato con contenitore TROCHE-CLICK). La prescrizione puo’ essere formulata solo da un GINECOLOGO COMPETENTE in queste terapie. I benefici della terapia saranno rapidi, 2-3 settimane ed asseconda delle necessita’ , miglioreranno i sintomi come le vampate di calore, i disturbi dell’ umore, i disturbi del sonno , i dolori articolari, la difficolta’ di concentrazione, tutta la sfera dei disturbi vulvovaginali, il calo della libido ed i disturbi neurologici. Non cadiamo però nell’errore di credere che siccome stiamo parlando di ormoni BIO- identici essi siano assimilabili ad una FITOTERAPIA ( terapia derivata dalle piante). Essi sono ormoni a tutti gli effetti, quindi chiediamo al ginecologo competente la possibilita’ di ricevere la prescrizione, solo se non esistono controindicazioni alla cura e seguiamo correttamente le indicazioni che ci verranno fornite.

Biorivitalizzazione

Biorivitalizzazione vulvovaginale Una delle più recenti frontiere di studio e d applicazione pratica in ginecologia è la biorivitalizzazione vulvovaginale, che da sola o in associazione ad altri trattamenti per il bioringiovanimento e la cura dell’atrofia vagivale, come ad esempio il LASER MONNALISA TOUCH e la carbossiterapia, ci permette di trattare uno dei più gravi disturbi dell’eta’ menopausale. Ho recentemente acquisito il MASTER in GINECOLOGIA ESTETICA & FUNZIONALE, alla scuola IAPEM, per poter eseguire trattamenti di questo tipo. La biorivitalizzazione è un trattamento che proviene dalla moderna medicina estetica. È una procedura che permette di iniettare nel derma dei principi attivi utili per riattivare i naturali processi biologici di riparazione cellulare. Ha lo scopo di aiutare a recuperare e a mantenere la giovinezza e l’elasticità dei tessuti. Può essere eseguita mediante due procedure: 1) infiltrazione di gel a base di acido ialuronico e polinucleotidi 2) infiltrazione di PRP (plasma ricco di piastrine) Biorivitalizzazione Mediante Infiltrazione Di Acido Ialuronico e polinucleotidi Si tratta di una procedura ambulatoriale, non invasiva, della durata di 5-10 minuti. Viene somministrato mediante un ago sottile iniettando la soluzione nel derma. Per eliminare al massimo la sensazione di puntura viene applicato un anestetico locale in crema sulla zona da trattare pochi minuti prima della procedura o si effettua infiltrazione di anestetico locale. Il gel iniettabile per uso intradermico contiene principi attivi naturali e biocompatibili: polinucleotidi e acido ialuronico che hanno l’azione di stimolare il derma nel riattivare i processi molecolari naturali per la rigenerazione del tessuto. I risultati possono essere percepiti già dalla prima applicazione, si ottiene il massimo beneficio dopo il primo ciclo di trattamento che generalmente è di 4-5 sedute distanziate di 15 giorni l’una dall’altra. La sensazione di turgore dei tessuti è uno dei primi effetti che la paziente percepisce, poi si acquisirà una maggiore elasticità dei tessuti con maggiore idratazione e minor dolore durante e dopo i rapporti. Biostimolazione mediante PRP (Plasma Ricco Di Piastrine) È stato ormai chiaramente stabilito che le piastrine sono ricche di diversi fattori di crescita cioè di sostanze in grado di stimolare ed attivare le funzioni di diverse cellule e di promuovere la crescita e la dilatazione dei vasi sanguigni, con maggior apporto di sangue ai tessuti. Questi fattori di crescita hanno quindi un importante effetto Biorigenerativo sui tessuti ed anche una rilevante funzione Antiinfiammatoria. Con applicazioni di PRP autologo(cioè derivato dalla stessa paziente) come unica terapia o in affiancamento ad altri tipi di tecniche è possibile trattare in maniera efficace e senza l’ausilio di farmaci una condizione invalidante. Tale metodica è riconosciuta tra le più valide ed efficaci, infatti l’infiltrazione di PRP è utilizzata con successo in parecchi campi della medicina. In ginecologia soprattutto nel trattamento di una condizione invalidante come l’atrofia vulvo-vaginale, lichen simplex, lichen scleroatrofico è riconosciuta tra le più valide ed efficaci alternative terapeutiche. Il trattamento con il PRP deve essere eseguito in centri specializzati, dove si provvede alla preparazione del campione garantendo la qualità dello stesso e la concentrazione ideale delle piastrine e quindi dei fattori di crescita; il campione così preparato sarà poi utilizzato, con iniezioni vulvo-vestibolari completamente indolori, dal professionista ginecologo.

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