LA PRIMA VISITA GINECOLOGICA
Il ginecologo segue la donna dall’adolescenza fino alla terza età, ed è molto importante sceglierlo bene. Questo è ancor più vero per le ragazze di oggi, alla prese con una vita intima decisamente più precoce che in passato: nel ginecologo dovrebbero quindi trovare non solo un medico, ma anche un consigliere e un amico, che le sappia informare con chiarezza sull’importanza di una contraccezione sicura, della prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e, più in generale, di stili di vita sani ed equilibrati.
Se si desidera fare un semplice controllo periodico, il consiglio di un’amica soddisfatta del proprio ginecologo, uomo o donna che sia, è di solito più sufficiente. Se invece si hanno problemi specifici, è bene cercare lo specialista più competente sull’argomento.
E’ bene iniziare quando si desidera avere il primo rapporto, per programmare in modo intelligente la contraccezione. Se però si hanno già 24-25 anni, e non si sono ancora avute esperienze sessuali, è saggio iniziare a fare controlli regolari. La periodicità deve essere annuale con pap test, a meno che non vi siano problemi particolari che richiedano monitoraggi più frequenti.
La valutazione medica inizia con una storia clinica accurata. Il ginecologo è di fatto l’internista della donna e per questo motivo deve innanzitutto concentrarsi sull’anamnesi (dal greco “anámnesis”: ricordo, memoria). Si tratta, in sostanza, di raccogliere ogni possibile informazione relativa alla storia medica della ragazza, a livello familiare e personale.
L’anamnesi familiare riguarda le malattie più importanti comparse nella famiglia di origine, ed è seguita dall’anamnesi patologica personale, remota e recente. Quella remota concerne le malattie di cui la ragazza ha sofferto in passato, le cure che sono state effettuate e il loro esito. Quella recente, invece, riguarda i disturbi per i quali la ragazza va eventualmente in consultazione. Bisogna dettagliare i sintomi, quando si sono manifestati, i fattori che li peggiorano o li alleviano, gli esami fatti con altri specialisti e l’esito di eventuali terapie già tentate. L’anamnesi fisiologica, infine, registra l’età della prima mestruazione (menarca); le caratteristiche del flusso (ritmo, quantità, durata); la presenza di dismenorrea o di sindrome premestruale; la data dell’ultima mestruazione; il contraccettivo utilizzato; gli stili di vita (fumo, assunzione di alcol o droghe, sport praticati, qualità del sonno e dell’appetito).
Si passa alla visita ginecologica vera e propria. Se la ragazza è ancora vergine, il medico esamina i genitali esterni (verificando se siano infiammati, arrossati, distrofici, con condilomi o altre lesioni), verifica le condizioni dei muscoli perivaginali. Un’ecografia trans-addominale, infine, consente di valutare lo stato di salute degli organi interni, in particolare utero e ovaie, e la presenza di cisti ovariche o, raramente, fibromi.
In questo caso, il medico esamina anche il collo dell’utero , l’utero e le ovaie e con lo speculum, effettua il pap-test . Durante la visita e l’ecografia trasvaginale, il medico spieghera’ con parole semplici quello che fa, e per quale motivo: questo la tranquillizzera’ e la coinvolgerà attivamente nell’esame, rendendola consapevole dell’importanza di controlli medici regolari e di uno stile di vita ispirato alla prevenzione.
Se ci sono problemi e la diagnosi può già essere formulata, il medico propone la terapia, spiegandone con chiarezza le motivazioni e le modalità di assunzione. Se invece la ragazza è sana, ma ha bisogno di consigli in tema di contraccezione e prevenzione, le illustra le modalità anticoncezionali più indicate per la sua età e come difendersi dalle malattie sessualmente trasmesse.
LA SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) ha una forte componente genetica, per l’alterazione di circa 20 geni. Il nome della patologia deriva dall’aspetto ecografico e istologico delle ovaie, che presentano molti follicoli in maturazione (“policistiche”).
Le conseguenze della sindrome includono: difficoltà di ovulazione, da cui dipendono i cicli irregolari; eccesso di ormoni maschili prodotti dalle ovaie mal funzionanti (“iperandrogenismo”), che causano a propria volta acne, irsutismo e alopecia androgenetica; insulino-resistenza che, oltre a provocare difficoltà ovulatorie e lo stesso eccesso di androgeni, aumenta di quattro volte il rischio di diabete, e ancor più di obesità.
I più efficaci sistemi per ridurre la PCOS includono: l’attività fisica aerobica quotidiana, perché riduce l’insulino-resistenza e i problemi correlati; un’alimentazione curata, con minima introduzione di zuccheri, grassi saturi, e cibi spazzatura (junk food) ad alto indice calorico e poveri di fibre e nutrienti di qualità; l’integrazione con mio-inositolo, o spesso l’utilizzo di una pillola estro progestinica per riequilibrare le alterazioni ormonali.
CONTRACCEZIONE
Che tipo di contraccezione si può proporre a una ragazza che sta bene e non accusa sintomi particolari? Innanzitutto va chiarito che lo stato di salute va accertato sulla base di una visita accurata. Poi occorre ricordare che la soluzione non va mai imposta, ma discussa e concordata con la giovane: solo una scelta condivisa garantisce infatti la massima aderenza alla prescrizione del contraccettivo. «Scegliere insieme» deve quindi essere la parola d’ordine del ginecologo attento alle esigenze e alle aspettative delle sue pazienti.
Fondamentale accertare nella scelta preliminare della via di somministrazione contraccettiva (pillola, cerotto transdermico, anello vaginale, IUD, impianto sottocutaneo), gli stili di vita, la famigliarita’ per alcune patologie e l’esecuzione di un adeguato screening della coagulazione, attraverso esami del sangue.
Importante spiegare ad una giovane responsabile sul fronte contraccettivo che sia anche più ferma nel chiedere al partner di usare sempre il profilattico, per evitare le malattie sessualmente trasmesse (MSD).
ALTERAZIONI DEL CICLO
Quali sono le migliori alternative contraccettive quando una giovane lamenta disturbi mestruali? La questione può emergere da un’anamnesi personale ben condotta, ed è di grande rilevanza clinica: sia perché i cicli abbondanti possono avere conseguenze serie per la salute, sia perché le risposte farmacologiche esistono e sono efficaci, al punto che si parla, in questi casi, di terapia contraccettiva. In altre parole, una visita attenta può portare a una soluzione contraccettiva non solo sicura, ma anche ottimale per la salute e la fertilità.
Sarà importante definire come un ciclo si consideri “regolare” quando dura complessivamente 28 giorni ± 5e come distinguere tra flussi normali e flussi abbondanti, tenendo conto della durata ideale della mestruazione, e perché deve avere un inizio preciso e una conclusione precisa, senza irregolari perdite di sangue nei giorni immediatamente precedenti o successivi;oltre a definire quali semplici strumenti si possono utilizzare per aiutare la giovane a quantificare il dolore che prova, e l’impatto che esso ha sulla sua vita quotidiana.
I cicli troppo abbondanti possono predisporre non solo all’anemia da carenza di ferro, e alla depressione che ne consegue, ma anche al dolore mestruale e alla comparsa o al peggioramento dell’endometriosi, quindi in quadro clinico di questo tipo, la contraccezione possa non solo prevenire i concepimenti indesiderati, ma anche normalizzare il ciclo proteggendo la donna dal dolore mestruale, dall’anemia e dall’endometriosi.