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Quando una donna e il suo partner sognano a lungo un figlio, e infine il concepimento avviene, gli eventi si susseguono rapidamente: ritardo mestruale, test di gravidanza positivo, visita ginecologica per iniziare al meglio il meraviglioso cammino dell’attesa. Ed è proprio nei primissimi mesi della gestazione che è opportuno eseguire alcuni specifici esami per verificare la salute della mamma e del feto.

Dopo un test di gravidanza positivo è importante programmare la prima visita ostetrica con controllo del battito fetale tra sei e otto settimane dall’ultima mestruazione.

In questa sede, oltre a verificare l’evoluzione positiva della gravidanza iniziale,
faremo una chiacchierata ed una programmazione dei controlli che si eseguiranno nei mesi successivi.
Ad esempio come ulteriori approfondimenti ecografici permettano, nelle settimane successive, di ottenere importanti informazioni indirette sullo stato di salute del piccolo e sul rischio di malformazioni e patologie cromosomiche;
in che cosa consiste la ricerca del DNA fetale nel sangue della madre, quali esami del passato ha sostituito, e quali dati fornisce.
I motivi per cui questo specifico esame è particolarmente consigliato se la donna ha già 35-40 anni, o più e come l’accertamento di anomalie cromosomiche ponga la coppia di fronte a scelte impegnative, che vanno prese con la massima serieta’ , ma anche preparate da un adeguato counseling clinico.
Il percorso dei mesi successivi dipendera’ da due fattori fondamentali: il sostegno competente della ginecologa, e una personale assunzione di responsabilità, da parte dei futuri genitori, verso la propria salute e la salute del bimbo che verrà.

ACIDO FOLICO

L’acido folico dovrebbe essere assunto da tutte le donne in età fertile che non escludano in modo attivo una gravidanza o che la stiano cercando.
Un polivitaminico, con contenuti in linea con le ultime raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è prezioso nei primi tre mesi prima di un concepimento attivamente cercato, per ottimizzare i livelli di sali minerali e vitamine essenziali per il miglior sviluppo dell’embrione e del feto.

TEST DI GRAVIDANZA

I test di gravidanza che si acquistano in farmacia sono affidabili? Qual è il loro principio di funzionamento? Che cosa bisogna fare se l’esito è dubbio? I prodotti attualmente in commercio sono tendenzialmente molto sicuri, perché misurano la presenza di una proteina, la gonadotropina corionica (beta-HCG, da HumanChorionic Gonadotropin), che è specifica ed esclusiva dello stato di gravidanza. La loro affidabilità, tuttavia, dipende anche dalla regolarità del ciclo ovulatorio della donna, e quindi dal momento in cui il test viene effettuato. Se il ciclo è regolare, la fecondazione avviene intorno al 14° giorno; dopo una settimana circa inizia l’annidamento in utero dell’uovo fecondato, evento che fa partire la produzione della beta-HCG. Il test, quindi, può essere utilizzato sin dal primo giorno di ritardo della mestruazione, ossia a 7 giorni circa dall’annidamento e a 14 dal presunto concepimento. In quel momento, la sua affidabilità è del 90 per cento. Questo valore sale al 97 per cento una settimana dopo la mancata mestruazione: se infatti il ciclo è irregolare, l’ovulazione può tardare anche di 6-7 giorni, spostando in avanti il processo di annidamento e la conseguente produzione della gonadotropina. Una gravidanza di questo tipo sfugge al test effettuato il primo giorno di ritardo, ma viene ben individuata una settimana dopo, e ciò spiega perché l’affidabilità del test cresce nel tempo.
La beta-HCG SI nel sangue, dove può essere rilevata anche a dosi bassissime, e nelle urine. Proprio la presenza nelle urine ha consentito di realizzare i test che oggi si effettuano in casa;
– come si svolge il test sulle urine;
– che cosa fare se l’esito è dubbio e il ritardo mestruale si protrae: è bene parlarne con il medico curante o il ginecologo. La soluzione consigliata, in questi casi, è di ripetere il test attraverso un prelievo del sangue. Questo tipo di dosaggio, detto “plasmatico”, è infatti molto più affidabile perché in grado di rilevare dosi anche infinitesime di gonadotropina.

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