Una delle più recenti frontiere di studio e d applicazione pratica in ginecologia è la biorivitalizzazione vulvovaginale, che da sola o in associazione ad altri trattamenti per il bioringiovanimento e la cura dell’atrofia vagivale, come ad esempio il LASER MONNALISA TOUCH e la carbossiterapia, ci permette di trattare uno dei più gravi disturbi dell’eta’ menopausale. Ho recentemente acquisito il MASTER in GINECOLOGIA ESTETICA & FUNZIONALE, alla scuola IAPEM, per poter eseguire trattamenti di questo tipo. La biorivitalizzazione è un trattamento che proviene dalla moderna medicina estetica. È una procedura che permette di iniettare nel derma dei principi attivi utili per riattivare i naturali processi biologici di riparazione cellulare. Ha lo scopo di aiutare a recuperare e a mantenere la giovinezza e l’elasticità dei tessuti. Può essere eseguita mediante due procedure: 1) infiltrazione di gel a base di acido ialuronico e polinucleotidi 2) infiltrazione di PRP (plasma ricco di piastrine)
Si tratta di una procedura ambulatoriale, non invasiva, della durata di 5-10 minuti. Viene somministrato mediante un ago sottile iniettando la soluzione nel derma. Per eliminare al massimo la sensazione di puntura viene applicato un anestetico locale in crema sulla zona da trattare pochi minuti prima della procedura o si effettua infiltrazione di anestetico locale. Il gel iniettabile per uso intradermico contiene principi attivi naturali e biocompatibili: polinucleotidi e acido ialuronico che hanno l’azione di stimolare il derma nel riattivare i processi molecolari naturali per la rigenerazione del tessuto. I risultati possono essere percepiti già dalla prima applicazione, si ottiene il massimo beneficio dopo il primo ciclo di trattamento che generalmente è di 4-5 sedute distanziate di 15 giorni l’una dall’altra. La sensazione di turgore dei tessuti è uno dei primi effetti che la paziente percepisce, poi si acquisirà una maggiore elasticità dei tessuti con maggiore idratazione e minor dolore durante e dopo i rapporti.
È stato ormai chiaramente stabilito che le piastrine sono ricche di diversi fattori di crescita cioè di sostanze in grado di stimolare ed attivare le funzioni di diverse cellule e di promuovere la crescita e la dilatazione dei vasi sanguigni, con maggior apporto di sangue ai tessuti. Questi fattori di crescita hanno quindi un importante effetto Biorigenerativo sui tessuti ed anche una rilevante funzione Antiinfiammatoria. Con applicazioni di PRP autologo(cioè derivato dalla stessa paziente) come unica terapia o in affiancamento ad altri tipi di tecniche è possibile trattare in maniera efficace e senza l’ausilio di farmaci una condizione invalidante. Tale metodica è riconosciuta tra le più valide ed efficaci, infatti l’infiltrazione di PRP è utilizzata con successo in parecchi campi della medicina. In ginecologia soprattutto nel trattamento di una condizione invalidante come l’atrofia vulvo-vaginale, lichen simplex, lichen scleroatrofico è riconosciuta tra le più valide ed efficaci alternative terapeutiche. Il trattamento con il PRP deve essere eseguito in centri specializzati, dove si provvede alla preparazione del campione garantendo la qualità dello stesso e la concentrazione ideale delle piastrine e quindi dei fattori di crescita; il campione così preparato sarà poi utilizzato, con iniezioni vulvo-vestibolari completamente indolori, dal professionista ginecologo.